A caccia di Stelle Cadenti nella notte dei desideri. San Lorenzo 2016 sui tetti di Milano

Cari Voi,

Eccoci ad un altro 10 Agosto.

Per me la notte più romantica ed emozionante dell’anno. Molto più di San Valentino, tutta cuori e Baci Perugina.

La notte dei desideri, delle speranze, dei nasi all’insù, delle…stelle cadenti. 

Chissà se poi hanno davvero il potere di realizzare i sogni di chi ne scorge la scia.

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Ricordo di averne viste ben 14 una volta, sugli scogli, immersa nel buio e ricordo di aver pensato di non avere abbastanza desideri da esprimere. Ok due, ok tre ma 14 desideri sono davvero tanti da pensare al momento, quindi magari dicevo…“Come prima”!

Quest’anno sarà diverso però perché quest’anno sarò a Milano.

Quest’anno ci saranno le luci della città ad invadere la notte ed il cielo non sarà mai tanto scuro da permettermi di avvistare almeno una stella cadente. No, nemmeno per sbaglio.

A meno che…qualcuno di voi non conosca un posto segreto di cui io non abbia mai sentito parlare, e la cosa mi sorprenderebbe moltissimo, da consigliarmi.

 Dubito fortemente.

Non proponetemi parchi bui e luoghi isolati grazie, andateci voi di notte lì.

Un’idea sarebbe quella di trascorrere, meteo permettendo la notte di San Lorenzo, passeggiando a 36 metri di altezza sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele II, aperti fino a tardi in via straordinaria per l’occasione, e con un po’ di fortuna avvistare il passaggio di una stella cadente. [Costo 21 euro, prenotazione obbligatoria per info  laboratorio11.net@gmail.com] More info 

Ma la notte di San Lorenzo, anzi colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti quelli che portano questo nome, puntualmente mi rattrista, ricordandomi una delle mie poesie preferite, 10 Agosto di Giovanni Pascoli. 

10 Agosto         

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d’un pianto di stelle lo innondi
quest’atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

Spero di non avervi rattristato troppo ma un po’ di cultura non fa mai male. Ora vi lascio, vado a caccia di stelle e a tentare di far avverare i miei desideri.

The Original,

Ntina 

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